Comandante Alfa e la lettera aperta per l’omicidio del vicebrigadiere dei Carabinieri Mario Cerciello #Rega

Vi giro –per chi non l’avesse ancora letta- la lettera aperta del #ComandanteAlfa e lo faccio con grande piacere perché, oltre a condividerne il pensiero, ho avuto modo di conoscerlo e apprezzare il suo equilibrio, l’indiscussa professionalità e le notevoli doti umane che lo contraddistinguono.

“Non riesco a dormire. Quel sangue mi raffredda il cuore, di sofferenza e rabbia. Non trattengo l’adrenalina, quasi non mi riconosco. 40 anni nel G.I.S e 45 anni al servizio dell’Arma dei #Carabinieri che ho contribuito ad Onorare, pare quasi non siano serviti a chiudere gli occhi, sulle troppe ingiustizie.
Caro Mario, non posso chiudere le palpebre, perché rivedo il tuo sorriso, spento improvvisamente da chi a te, si è avvicinato per uccidere. Non era difesa. No, non ha buttato il coltello, dopo la prima ferita che ti ha inferto. No. Ha continuato, finché dopo 11 undici fendenti, non ti vedeva soccombere sotto la sua spietata sete di morte . Non è più tollerabile tutta questa carneficina.
Al Generale dell’Arma dei Carabinieri, rivolgo l’appello più accorato, affinché lui, come massimo rappresentante di tutti i fedeli servitori dello Stato ma, soprattutto del popolo Italiano, faccia sentire la sua voce, nelle sedi politiche e ministeriali di riferimento, per far sì che, chi lavora rischiando per l’altrui incolumità, sia messo in condizioni di difendere e di potersi difendere.
Siano cambiate le regole d’ingaggio degli operatori di tutte le Forze di Polizia!
Ora basta, non si è più carne da macello in un contesto dove chi indossa la divisa viene deriso e vilipeso da coloro che la legalità la infrangono più volte al giorno. Non è una questione di colore di pelle, né di nazionalità, colore politico o religioso. La delinquenza ha tutta lo stesso colore e odore… quello della morte!!
L’Arma è stata ferita al Cuore, tutti gli appartenenti alle Forze dell’ordine lo sono.
La politica, la smetta di usarci come palloni ad una partita di calcio. Non ne possiamo più. Ora i calci vorremmo restituirli, poterli ridare indietro a coloro che offendono anche con parole denigratorie nei nostri confronti.
Ai Ministri dell’Interno e della Difesa, chiedo: Accelerate le leggi opportune. Una persona può difendere la propria casa e noi, che lo facciamo per mestiere e per amore, non possiamo? L’Italia è la nostra casa, il suo popolo è la nostra famiglia, vogliamo avere tutti i mezzi per difenderla, provvedete velocemente.
Questo paese è allo sbando, dal punto di vista della certezza della pena.
Non esiste al mondo, un paese più bello e fiero del nostro ma, nemmeno il più deriso e quasi vilipeso.
Non lo meritiamo. Vogliamo continuare a credere in quello che facciamo, senza essere derisi da chi, il giorno dopo, è già libero e ci denigra. Non vogliamo sempre essere accusati e violentati nell’animo, per aver fatto il nostro dovere.
Come fedele servitore dello Stato, ho vergogna e non posso starmene seduto ad aspettare che qualcosa si muova senza che io faccia nulla, e mi domando: ma tutti i telefonini che riprendono le rare volte in cui siamo costretti ad usare la forza e ci accusano come criminali, dov’erano quella triste notte in cui Mario, ed il suo collega, venivano aggrediti?
Non raccontiamoci la storia che era notte e buio, non la beve più nessuno.
A #Saviano rispondo: VERGOGNATI!!! Ho dato MANDATO, alla casa EDITRICE, di rimuovere la fascetta con la sua prefazione dai miei LIBRI. Peraltro, la sua prefazione non è stata una mia scelta.

Ed infine, un ultimo pensiero a Mario ed alla sua famiglia.
Quante volte ho provato il vostro dolore, troppe, ma ogni volta e’ diverso e la ferita più profonda.
Che Dio ti accolga caro Mario tra le sue braccia, la tua misericordia, nei confronti del prossimo, era infinita, da quello che apprendo. Ora tocca a te, prendere la tua parte. Da lassù, veglia e prega per la tua giovane sposa, per la tua famiglia di sangue e per quella di Cuore che tutti ci accomuna, l’Arma dei Carabinieri.

Che la terra, ti sia lieve!
Comandante Alfa.”

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Autore: niaguaita

Sociologa e scrittrice

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