Il massacro dei cristiani in #Nigeria

La Nigeria è la più grande nazione africana con 186 milioni di abitanti. Di questi, circa 86 milioni -il 46% della popolazione- sono cristiani. Questo Paese, in grado di stabilizzare o destabilizzare i Paesi che lo circondano, tra i quali Niger, Ciad, Burkina Faso e Mali, è teatro d’incessanti attacchi contro i cristiani: omicidi, atroci mutilazioni, stupri di gruppo, incendi di case e chiese con all’interno vittime innocenti.  Il numero degli attacchi e delle vittime in costante aumento, ha spinto The Jubilee Campaign, una ONG internazionale per i diritti umani, a presentare un report all’ICC (International Criminal Court) all’Aia, definendo quanto avviene in Nigeria “An Unrecognized Genocide”. Anche l’International Society for Civil Liberties and Rule of Law, conferma i continui massacri. I numeri: 11.500 cristiani uccisi, un milione e trecentomila sfollati, 13 mila chiese abbandonate o distrutte.

Ma chi sono I responsabili? Due sono le fazioni di jihadisti islamici responsabili della maggior parte delle violenze. Uno è il conosciuto e famigerato gruppo terroristico Boko Haram, apertamente schierato con lo Stato Islamico (ISIS); quello, per intenderci, che nel 2014, ha rapito circa 276 ragazze, per lo più cristiane. L’altro, è il meno conosciuto “Fulani Herdsmen”, accusato da Open Doors –tra l’altro- del massacro del giugno 2018 nel corso del quale sono stati completamente distrutti una dozzina di villaggi cristiani in un parossismo di violenza e morte durato quattro giorni. Nel 2018, hanno ucciso oltre 1.000 civili, mentre nei primi mesi del 2019, gruppi organizzati di 300 e oltre militanti con moderni fucili d’assalto e con l’ausilio di elicotteri, hanno attaccato 20 villaggi cristiani, uccidendo gli abitanti e bruciato le loro case.

Come ha scritto Giulio Meotti sul Foglio: “Carneficine che si consumano senza alcuna grancassa mediatica. In occidente ci mobilitiamo notte e giorno per gli immigrati in mare. Ma ce ne freghiamo dei cristiani uccisi a terra. Figli di un Dio minore che non trovano posto in alcun album di famiglia”.

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Autore: niaguaita

Sociologa e scrittrice

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