Il calderone mediatico della “capitana” eroina

In questi ultimi giorni qualcuno ha deciso di strumentalizzare i sentimenti delle persone per una causa che di buono non ha nulla. È stato studiato tutto a tavolino per trascinare molti nel calderone mediatico. Non esiste nessuna capitana eroina, nessun migrante in fin di vita sulla sua barca e nessun esponente del PD dal cuore d’oro.

Come scrive Di Leo, fondatrice di Steadfast Onlus  che da anni promuove la difesa della cultura e lo sviluppo dei Paesi che versano in costante disagio economico, “Esiste l’Africa, quella che muore ogni giorno nei propri villaggi, alla quale è stata strappata la dignità da chi continua incessantemente a fare business sulla pelle dei suoi abitanti. Non esiste nessuna eroina Carola, esistono i bambini che elemosinano acqua e cibo per sopravvivere. Esistono i neonati privi di ogni tipo di aiuto e di supporto. Esistono le donne che muoiono durante il parto, aspettando disperatamente di raggiungere la prima ostetrica del villaggio vicino. Esistono uomini che donano i loro organi per far studiare i propri figli. Esistono le ragazze che pur sapendo cosa si nasconde dietro al traffico degli esseri umani, si sacrificano per tenere in vita la propria famiglia”. 

E allora? Chi sono i veri eroi? La Carola Rackete?.

Staccatevi per pochi minuti dal vostro essere così politicamente corretti, dalla vostra superficialità, dalla vostra ipocrisia, dalla vostra idea di stare a posto con se stessi, e provate a informarvi e vedrete ciò che non troverete sui social. Vedrete persone come noi che hanno il diritto di vivere liberamente la propria vita nella propria terra, senza il continuo ed estenuante sfruttamento ad opera di chi continua a fare business sulla loro pelle. E se volete dare un contributo, allora datelo per quei bambini, per quelle donne e uomini che ne hanno realmente bisogno e non a una traghettatrice che rileva carichi di disperati dagli scafisti.

E se volete essere a posto con la vostra coscienza, informatevi e ribellatevi all’osceno sfruttamento da parte delle multinazionali di un continente che non è povero ma ricco, anche se poco gli rimane di questa ricchezza. Uno sfruttamento che è la prima e unica causa di corruzione (165.000 africani hanno un patrimonio complessivo di 860 miliardi di dollari –in media più di 5 milioni a testa– per più della metà custoditi al riparo dei paradisi fiscali), nonché di guerre e migrazioni. I governi occidentali si atteggiano a generosi benefattori che fanno il possibile per “aiutare chi non sarebbe in grado di aiutare se stesso”. Ipocrisie.

Qualche esempio? La Francia ha sempre mantenuto una forte influenza su quelle che, fino agli Cinquanta e Sessanta del Novecento, erano state sue colonie in territorio africano: sono oltre 40, infatti, gli interventi militari sostenuti dalla Francia, tra quelli in difesa di regimi filo-francesi e quelli, invece, contro leader poco graditi, ad esempio in Gabon, Togo, Mauritania, Mali, Ciad, Repubblica Centrafricana, Tunisia, Ruanda e Libia. Ha interessi nello sfruttamento delle materie prime africane, come l’uranio del Niger, l’oro del Mali o il petrolio del Senegal, ed è fortemente presente nel continente anche con le sue multinazionali, come la Total. La Francia è comunque in ottima compagnia, perché buona parte dei Paesi Occidentali sfruttano le risorse africane o appoggiano, direttamente o indirettamente, leader politici locali a loro più graditi. Anche l’Italia, in questo, non è da meno con l’ENI che è presente in ben 14 Paesi africani, dove opera per l’estrazione di petrolio e gas naturale, ed è stata oggetto di numerose inchieste giudiziarie per pesanti accuse di corruzione a scapito di alcuni di questi Paesi, come Algeria e Nigeria. Di recente poi, alla presenza delle potenze occidentali in territorio africano si è aggiunta la Cina, ancora più spregiudicata nel difendere i suoi affari. E questi sono solo degli esempi, senza contare la Banca Mondiale che, pur fornendo prove nella sua relazione intitolata The Changing Wealth of Nations 2018, sull’impoverimento dell’Africa a causa dell’estrazione sfrenata di minerali, petrolio e gas, orienta comunque le sue politiche alla restituzione dei prestiti esteri e al rimpatrio dei profitti delle multinazionali, consentendo di fatto il continuo saccheggio del Continente.

E oggi, mezza Europa, invece di urlare contro questo –ripeto- osceno sfruttamento di un Continente che è la causa prima di migrazione e cercare di affrontare il problema alla radice, passa il suo tempo a insultarsi sulla vicenda legata a un barcone con meno di 50 disperati, eleggendo a eroina una Carola che, oltretutto, ha violato una decina di leggi di un Paese sovrano. E questo, oltre a non risolvere il problema dell’immigrazione, non porterà altro che ad una degenerazione della situazione.

Scafisti e trafficanti di esseri umani, ringraziano.

africa - Copia - Copia

 

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Autore: niaguaita

Sociologa e scrittrice

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