#Francia: la rivolta popolare contro #Macron

Gli scontri di Parigi hanno mostrato un governo completamente smantellato da un movimento popolare senza leader, una rivolta su scala nazionale da parte di migliaia di persone arrabbiate. Vi sono paralleli tra ciò che sta accadendo in Francia e in quasi tutti gli altri Paesi sviluppati, poiché le élite agiate cercano di imporre i loro programmi a una popolazione più ampia che lotta per pagare le bollette e arrivare alla fine del mese. La sollevazione di una parte francese dimenticata contro un’élite rappresentata da Macron, avrebbe dovuto essere del tutto prevedibile. I gilet jaunes si stanno sollevando contro quello che vedono come un attacco al loro già difficile stile di vita. Per le élite benestanti è facile chiedere un’azione radicale per riformare il Paese, poiché tali misure richiedono poco. Ma per chi fatica nelle fabbriche e ha bisogno delle sue auto diesel a basso costo per andare al lavoro, le tasse di Macron sono una provocazione.

Mentre la rivolta popolare in Francia continua giorno dopo giorno, mentre sono attuati provvedimenti di austerità, mentre la popolarità di Macron precipita in un nuovo sondaggio al 23%, lui continua a fare finta di non capire e va avanti col suo stile di vita da piccolo Napoleone. Secondo spese programmate, confermate dalla Corte dei conti, nei prossimi sette anni saranno sbloccati 100 milioni di euro per rinnovare l’Eliseo e le sue dependances. Una spesa di 600 mila euro (di cui solo 300mila per cambiare la moquette nel salone delle feste) nel palazzo presidenziale. Nuovo servizio di porcellana di Sevres per 500 mila euro. Costruzione di una piscina nella proprietà di Bregancon per 34 mila euro, ecc.ecc..

I settori sociali in rivolta hanno il consenso di tre francesi su quattro e costituiscono pertanto la legittima espressione di un disagio molto vasto e molto profondo e se la goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato l’aumento del costo del carburante, in realtà ci sono situazioni di crescente disagio sociale alimentato e incrementato da un’amministrazione fallimentare che ha visto aumentare –giorno su giorno- la rabbia contro l’esecutivo ed ha assunto le dimensioni di un movimento nazionale che, per la prima volta, ha unito la politica di destra e di sinistra. Segno di un forte risentimento comune.

Macron dovrebbe ricordare che tutte le rivoluzioni, in Francia, sono iniziate come rivolte fiscali.

mama

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Autore: niaguaita

Sociologa e scrittrice

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