Sahel: terrorismo, criminalità e immigrazione

I terroristi che operano nel Sahel sono, per la maggior parte, locali che hanno ripreso l’ideologia salafita per cercare di creare uno stato islamista ma, soprattutto, preservare le rotte di contrabbando attraverso il Sahel. Le antiche carovane di sale che dal Mali attraverso il Sahel si dirigevano verso l’Europa e il Medio Oriente, si sono trasformate in traffici di droga, diamanti e oro. Le ingenti entrate derivanti da questo traffico, hanno contribuito a finanziare l’AQIM, il MNLA, il MUJAO e altri gruppi generando un sostegno finanziario e politico per gli estremisti wahhabiti. Inoltre, il crollo della Libia di Gheddafi, ha prodotto degli estremisti radicali che offrono ai contrabbandieri del Sahel protezione e molte armi. Le tribù del Mali settentrionale sono incoraggiate e protette da organizzazioni terroristiche nelle sterili distese del nord del Paese e vivono, in simbiosi, con le forze terroristiche. I loro percorsi si sovrappongono: mentre le tribù continuano il contrabbando, Al Qaeda nel Maghreb islamico (AQIM) si impegna nella tassazione illegale nelle sue aree di controllo, l’ISIS in Libia è molto attiva nel traffico di esseri umani e narcotici e Boko Haram genera entrate significative dal commercio di cocaina ed eroina. La tratta di esseri umani e il contrabbando, si sovrappongono alle minacce terroristiche anche perché sono accompagnati da un grande afflusso di armi. Ancora alla fine del 2016 Conflict Armament Research, l’organizzazione britannica che monitora i trasferimenti di armamenti e le catene di approvvigionamento, pubblicava un importante rapporto: “Investigating cross-border weapon transfers in the Sahel”. Il rapporto confermava che molte delle armi del regime di Gheddafi, avevano svolto un ruolo importante nelle insurrezioni tuareg e islamiste del 2012 in Mali. Ma il rapporto documentava anche i flussi di armi successivi al 2011 che provenivano da Paesi africani, in particolare dalla Repubblica centrafricana e dalla Costa d’Avorio (anche il Sudan dal 2015 è diventato una fonte importante di armi utilizzate dai miliziani). Da considerare che la sfida logistica nell’opporsi alla minaccia terroristica e criminale nel Sahel non è facile, con ampie distese di sabbia e dune, spezzate da piccoli villaggi e, occasionalmente, da una città. Nella maggior parte della regione non ci sono stazioni di rifornimento, pozzi, officine di riparazione, depositi di acqua, scorte alimentari o riserve di carburante. Le basi aeree di solito sono adatte solo a piccoli aerei e mancano le gru, i carrelli elevatori e le attrezzature di carico e scarico. Il lato positivo, è che la mancanza di copertura del suolo consente l’ utilizzo degli Unmanned Aerial Vehicles (UAV) – schierati dalle forze occidentali- che possono cercare, osservare e distruggere piccole forze mobili. Infine, questa regione africana è afflitta da governi corrotti, estrema povertà, frequenti carestie e siccità e una forte crescita demografica. Tutti questi fattori hanno contribuito a incrementare le migrazioni, l’estremismo islamista e la criminalità organizzata transnazionale che non rappresentano un problema solo nel Sahel, ma hanno  effetti di ricaduta al di fuori della regione e in particolare nell’UE, data la stretta vicinanza di questa regione ai Paesi europei.

Africa_regions_map-455x250

Annunci

Autore: niaguaita

Sociologa e scrittrice

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...